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Il Mangaia era una caverna oscura e misteriosa posta sotto Mata Nui, dove ha per lungo tempo risieduto Teridax

Storia[]

Originariamente era una caverna presente nel Labirinto delle ombre, situato nella Grande Barriera. Teridax successivamente la scelse come sua dimora. Qui organizzò i suoi piani contro i villaggi Matoran e vi posizionò inoltre una vasca di Protodermis Energizzato per i suoi esperimenti. Quando i Toa Mata ebbero raccolto tutte le grandi maschere Kanohi, ottenendo così delle maschere dorate, capirono che era tempo di affrontare Makuta. Riuniti a Kini-Nui, discesero nella caverna utilizzando la Pietra Makoki per creare un passaggio verso il Mangaia. Qui vennero attaccati da un gruppo di Manas, e per sconfiggerli dovettero unirsi formando i due Toa KaitaAkamai e Wairuha. Alla fine, tornati nelle loro versioni originali, affrontarono Teridax, il quale si trovava nel corpo di un Matoran completamente infetto. Makuta dopo un breve discorso, iniziò a volteggiare in aria attirando a sé una serie di frammenti sparsi nella sala e cominciando ad attaccare i Toa tramite dei tentacoli. Questi però unirono i loro poteri elementali e lo sconfissero, almeno per il momento. Makuta, sfinito dallo scontro, inviò un segnale telepatico alle Bahrag, risvegliandole in modo da tenere impegnati i Toa e poter riprendersi. Takua contemporaneamente era giunto nel Mangaia attraverso un'entrata segreta nella Grande Miniera, e incontrò un Bohrok, appena risvegliatosi. Automaticamente l'intero sciame, comprese le Bahrag vennero risvegliate su tutta Mata Nui, mentre Takua riuscì a mettersi in salvo. In seguito, quando Takua capì di essere il settimo Toa e indossò la Maschera della luce, divenendo Takanva, decise di affrontare Makuta. Costruì un veicolo, l'Ussanui, usando il corpo degli ormai morti Rahkshi e discese nel Mangaia (insieme ad Hahli). Qui Makuta lo affrontò ad una partita di Kolhii. Nessuno dei due vinse, ma caddero entrambi nella vasca di Protodermis e si fusero divenendo Takutanuva. Takutanuva aiutò i Toa, i Turaga ed i Matoran (riuniti nella caverna da Hahli) a fuggire verso Metru Nui attraversò un cancello posto nel Mangaia che conduceva al Mare d'argento. Alla fine Takutanuva venne schiacciato dal cancello; Takanuva, con la sua maschera, riuscì a salvarsi, mentre Makuta sembrava sconfitto definitivamente. In realtà Teridax era ancora vivo, sotto forma di Antidermis. Tempo dopo nella grotta giunsero i sei Piraka, in cerca di tesori.

I Piraka nel Mangaia

Hakann erroneamente usò la Lancia della fusione su Vezok, che si separò in due esseri: Vezok, appunto, e Vezon. Makuta li contattò poi telepaticamente, mostrando loro la Kanohi Ignika, e chiedendo loro di recuperarla. I Piraka partirono per la missione e Teridax li seguì alla volta di Voya Nui. Successivamente il Mangaia è stato distrutto dall'Ordine di Mata Nui.

Località[]

Mangaia era una caverna perennemente oscurata e ombrosa. Vi era situata una vasca di Protodermis energizzato per gli esperimenti di Makuta e un cancello che conduceva a Metru Nui. Era anche collegata al nido principale dei Bohrok, e ad altri vari luoghi del Labirinto delle ombre. Gli unici accessi al Mangaia da Mata Nui erano Kini-Nui e la Meridiana di Onu-koro.