Advertisement
250px-MangaiaMoL.png

Il Mangaia era una caverna oscura e misteriosa posta sotto Mata Nui, dove ha per lungo tempo risieduto Teridax

Storia

Originariamente era una caverna presente nel Labirinto delle ombre, situato nella Grande Barriera. Teridax successivamente la scelse come sua dimora. Qui organizzò i suoi piani contro i villaggi Matoran e vi posizionò inoltre una vasca di Protodermis Energizzato per i suoi esperimenti. Quando i Toa Mata ebbero raccolto tutte le grandi maschere Kanohi, ottenendo così delle maschere dorate, capirono che era tempo di affrontare Makuta. Riuniti a Kini-Nui, discesero nella caverna utilizzando la Pietra Makoki per creare un passaggio verso il Mangaia. Qui vennero attaccati da un gruppo di Manas, e per sconfiggerli dovettero unirsi formando i due Toa KaitaAkamai e Wairuha. Alla fine, tornati nelle loro versioni originali, affrontarono Teridax, il quale si trovava nel corpo di un Matoran completamente infetto. Makuta dopo un breve discorso, iniziò a volteggiare in aria attirando a sé una serie di frammenti sparsi nella sala e cominciando ad attaccare i Toa tramite dei tentacoli. Questi però unirono i loro poteri elementali e lo sconfissero, almeno per il momento. Makuta, sfinito dallo scontro, inviò un segnale telepatico alle Bahrag, risvegliandole in modo da tenere impegnati i Toa e poter riprendersi. Takua contemporaneamente era giunto nel Mangaia attraverso un'entrata segreta nella Grande Miniera, e incontrò un Bohrok, appena risvegliatosi. Automaticamente l'intero sciame, comprese le Bahrag vennero risvegliate su tutta Mata Nui, mentre Takua riuscì a mettersi in salvo. In seguito, quando Takua capì di essere il settimo Toa e indossò la Maschera della luce, divenendo Takanva, decise di affrontare Makuta. Costruì un veicolo, l'Ussanui, usando il corpo degli ormai morti Rahkshi e discese nel Mangaia (insieme ad Hahli). Qui Makuta lo affrontò ad una partita di Kolhii. Nessuno dei due vinse, ma caddero entrambi nella vasca di Protodermis e si fusero divenendo Takutanuva. Takutanuva aiutò i Toa, i Turaga ed i Matoran (riuniti nella caverna da Hahli) a fuggire verso Metru Nui attraversò un cancello posto nel Mangaia che conduceva al Mare d'argento. Alla fine Takutanuva venne schiacciato dal cancello; Takanuva, con la sua maschera, riuscì a salvarsi, mentre Makuta sembrava sconfitto definitivamente. In realtà Teridax era ancora vivo, sotto forma di Antidermis. Tempo dopo nella grotta giunsero i sei Piraka, in cerca di tesori.

Mangaia 06.png
I Piraka nel Mangaia
Hakann erroneamente usò la Lancia della fusione su Vezok, che si separò in due esseri: Vezok, appunto, e Vezon. Makuta li contattò poi telepaticamente, mostrando loro la Kanohi Ignika, e chiedendo loro di recuperarla. I Piraka partirono per la missione e Teridax li seguì alla volta di Voya Nui. Successivamente il Mangaia è stato distrutto dall'Ordine di Mata Nui.

Località

Mangaia era una caverna perennemente oscurata e ombrosa. Vi era situata una vasca di Protodermis energizzato per gli esperimenti di Makuta e un cancello che conduceva a Metru Nui. Era anche collegata al nido principale dei Bohrok, e ad altri vari luoghi del Labirinto delle ombre. Gli unici accessi al Mangaia da Mata Nui erano Kini-Nui e la Meridiana di Onu-koro.

I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.